Considerazioni sulla mente

Riflessione sulla mente

Usciamo dall’illusione romantica per cui si crede che tutte le specie, animali e vegetali, vivano nel rispetto reciproco mantenendo un costante equilibrio.
La realtà è che ogni specie vive cercando di prevalere sulle altre, morte tua vita mia. Di fatto anche gli alberi si comportano in questo modo cercando di sopraffare le specie diverse.

Nonostante questo però nella natura regna un equilibrio dovuto al fatto che se il leone mangia tutte le gazzelle, poi non ha più nulla da mangiare. Quindi meno gazzelle uguale meno leoni e meno leoni porta a più gazzelle che a loro volta portano ad un aumento dei leoni.
Ma allora perché per l’uomo questa regola non funziona?
Perché mentre sfruttiamo sempre di più le risorse del pianeta gli umani continuano ad aumentare?
L’uomo, attraverso lo sviluppo di processi mentali si è distinto dal resto del creato.

Vedo la mente come un potente strumento che ci permette di elaborare, programmare e proiettarci nel passato o nel futuro. Come tutti gli strumenti, la mente, non è né buona né cattiva.
Prendiamo il fuoco per esempio, può essere usato per rendere i cibi più digeribili, per scaldare o per fare luce durante la notte, sembrerebbe fantastico ma…se noi ne perdiamo il controllo può scottarci, incendiare un bosco e persino ucciderci.

Allo stesso modo la mente, fuori dal controllo può essere terribilmente distruttiva.
Sembrerebbe che l’uomo ad un certo punto fosse stato equipaggiato di uno strumento potentissimo senza avere a disposizione il manuale delle istruzioni, così a poco a poco lo strumento è diventato soggetto e il soggetto si è trasformato in strumento. Da qui la perdita di contatto con la realtà naturale.

Quando nei film di fantascienza si vede l’intelligenza artificiale prendere il sopravvento sull’uomo, stiamo parlando proprio di questo. Lo strumento che diventa soggetto.

Nel film Matrix le macchine prendono il sopravvento sull’uomo e lo usano come fonte di energia per alimentarsi. Quando Neo viene liberato da Morpheus esce dal sistema, si risveglia.
Questa è una chiara rappresentazione della nostra realtà, una realtà in cui i nostri corpi sono semplici strumenti utilizzati dalla mente per sopravvivere.

Di fatto gli individui si trovano costantemente in uno stato di profonda dissociazione dal loro corpo che viene letteralmente martoriato in favore delle esigenze della mente. La mente è il più grande parassita della terra e ci culla con le sue capacità, nascondendoci lo scotto da pagare per poterne usufruire.

Il mio corpo è stanco ma la mia mente mi dice di continuare a lavorare perché solo così potrò avere tutto quello di cui credo di aver bisogno.
La mente vive nella paura del futuro e nel rimpianto del passato mentre il corpo per sua natura vive nella calma del presente.

Sarebbe bello prendere la pillola rossa ed essere liberi ma nella realtà, nella nostra realtà, la liberazione passa attraverso una progressiva disidentificazione dalla mente, dallo strumento che si erge a soggetto. Come insegna lo yoga uno dei primi passaggi per arrivare a questo obbiettivo, che è lo scopo e la necessità che accomuna tutti gli esseri umani, è riscoprire il contatto col proprio corpo, prendere coscienza dei suoi REALI bisogni e controllarlo a proprio piacimento non lasciandolo in balia dei capricci della mente.

Veniamo quindi alla domanda che precedentemente mi sono posto: perché l’uomo sembra essere fuori dall’equilibrio della natura? Perché continua a proliferare?

Forse la risposta è più semplice di quello che immaginiamo. Qualsiasi specie che sfrutta eccessivamente le risorse dell’organismo ospitante, nel nostro caso la terra, è destinato all’estinzione. Quindi non temete, è solo questione di tempo e l’equilibrio si manifesterà. Quando non ci sarà più niente da sfruttare il genere umano si ridurrà drasticamente, forse scomparirà. Non sarà quella che qualcuno definisce la fine del mondo ma solo la chiusura di un capitolo della storia del nostro pianeta.

Per questo il taoista vive con leggerezza e non si oppone ai moti della natura, li asseconda cosciente di essere solo un granello di sabbia nel deserto, una goccia d’acqua nel mare.
Il Tao ci insegna che il principio è al di sopra di tutto e tutto si muove secondo la sua legge.

Così nella pratica dell’Ortho-Bionomy, non contrastiamo ciò che c’è, ma lo assecondiamo riconoscendolo come la migliore strada verso un riequilibrio.
Come orthobionomisti il nostro compito è di facilitare questo processo di liberazione in chi si rivolge a noi, la scomparsa del dolore è un piacevole effetto collaterale.

Ma come possiamo aiutare gli altri se noi per primi non siamo liberi? come possiamo mostrare una strada che non conosciamo?

L’invito quindi è sempre il solito, lasciare andare a poco a poco le nostre convinzioni che sono le madri delle nostre presunzioni che sono gravide delle illusioni che ci rendono schiavi delle nostre menti.

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