Le mani dei bambini

Una volta, qualche anno fa, parlando con un caro amico si discuteva di vari aspetti delle dinamiche energetiche e lui mi ha raccontato un’esperienza che aveva vissuto tempo prima. Mentre era disteso su un divano a rilassarsi il figlio del suo ospite ha iniziato a giocare con i suoi capelli toccandoli dolcemente pensando che dormisse. Descriveva una sensazione molto piacevole con un contatto delicato che allo stesso tempo risultava molto profondo. Il bambino stava giocando con la sua energia, così,  semplicemente e senza saperlo.

I bambini hanno questa grande capacità di utilizzare le mani, e non solo, in maniera straordinaria, come se fossero sempre in uno stato di apertura che permette loro di contattare qualsiasi cosa con grande profondità. Personalmente, conoscendo tanti bambini compresi i miei, ho notato che ad un certo punto, non so bene quando, questa capacità scompare, o meglio, si sospende.

Per un po’ mi sono chiesto come mai questo avvenga ed oggi ho avuto alcune idee. Iniziamo cercando di capire cosa hanno di speciale i bambini per avere accesso con semplicità a queste qualità. Per prima cosa i bambini non hanno intenzioni, nel contatto e nella vita in generale non fanno le cose con un fine preciso, le fanno semplicemente perché le stanno facendo e questo ci mostra la seconda caratteristica……..vivono nel momento presente. Già tutto questo è straordinario ma c’è ancora qualcosa di speciale, essi sono privi di giudizio. E’ evidente quindi il perché essi riescano a fare ciò che fanno e di conseguenza anche perché ad un certo punto perdono queste doti.

Arriva sempre il momento nella nostra vita in cui l’ego inizia a strutturarsi e di conseguenza subentrano tutti i condizionamenti limitanti. Iniziano a sviluppare il giudizio, quindi per loro iniziamo ad essere buoni o cattivi, belli o brutti, ecc…. Fanno le cose per un motivo, ” Sarò buono così la mamma mi comprerà il gioco che voglio, o del cioccolato”, iniziano ad avere delle intenzioni e inevitabilmente si distaccano dal momento presente e da quella neutralità che li rende speciali.

mani2Nonostante tutto però questo fenomeno non ha una valenza negativa, è necessario infatti che il bambino sviluppi l’Ego, che è presente in ogni essere vivente, per poi confrontarsi con la prova che tutti dobbiamo affrontare, imparare a gestirlo e a far sì che non prenda il sopravvento. Anche l’Ego, pur essendo etichettato come la parte da combattere, svolge una funzione come tutto ciò che esiste in natura. Il nostro compito è quindi di accettarlo e gestirlo come dobbiamo fare con le altre funzioni del nostro corpo come il bisogno di dormire, bere, mangiare e respirare. Così potremmo riportare alla luce le facoltà bambine latenti che ci restituiranno la voglia di giocare e gioire, che ci faranno guardare di nuovo il mondo con la meraviglia che è negli occhi di un bambino che lo vede per la prima volta.

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