Diventare come pioggia

pioggia

Mentre la pioggia scende su di me lavando la mia pelle, accolgo queste dolci carezze prive di intenzione. Nel suo scendere verso la terra produce innumerevoli effetti su tutto ciò che incontra. Si stacca dalle nuvole sotto forma di acqua distillata, un’acqua povera o meglio pura. Questa povertà di elementi, questo vuoto interiore che possiede come qualità principale, le permette, lungo il suo viaggio, di ripulire l’aria dalle impurità. Generosamente rinuncia al suo vuoto per accogliere elementi nocivi e riversarli nella terra che successivamente li metabolizzerà.

E’ questo il primo dono della pioggia. Non solo lava le foglie degli alberi e tutto ciò su cui scorre, ma finisce il suo viaggio penetrando nella terra, nutrendola e rinfrescandola. Disseta le piante, gli animali e l’uomo. Essa col suo impeto è in grado di far straripare fiumi e laghi, di distruggere in pochi minuti ciò che l’uomo costruisce in anni. Consuma la roccia nei millenni. Ci dona splendidi arcobaleni, alimentando così i nostri sogni dai tempi più antichi.

Quanto potere per la pioggia… Bisognerebbe chiedersi da dove deriva questo potere; la risposta è così semplice da sembrare disarmante.

La pioggia non cerca di fare tutto questo, si abbandona alle leggi universali lasciando che esse la usino per manifestarsi. E’ così che un liquido, che ha come caratteristica principale quella di adattarsi a ciò che incontra, può diventare uno scalpello, nutrimento, agente depurante, dissetante. Può distruggere ciò che incontra sulla sua strada o dar vita a scenari paradisiaci come cascate, ruscelli, fiumi, laghi e mari. Essa può ospitare la vita, dare la vita, togliere la vita.

Penso ancora…quanto potere. Un potere che nasce dalla passività, dall’assoluta assenza di tensione o di scopo. Rinunciando ad un volere egoico acquista qualità Divine. La domanda che pongo ora è un’altra, qual’è il potenziale dell’uomo se della semplice acqua (elemento di cui in buona parte siamo fatti) può fare tanto?

Manipolando l’acqua la priviamo della sua più grande qualità, l’essere in perfetta sintonia con il Tutto. La pianta coltivata non sarà mai nutriente come quella spontanea, l’acqua arricchita dall’uomo non sarà mai ricca come quella che il cielo ci dona. Non ho mai visto l’uomo migliorare la natura e il tentativo di farlo è il suo più grande difetto. A volte l’unico modo di riuscire a fare qualcosa è non cercare di farlo. Quando smetti di cercare un oggetto capita che lo ritrovi, quando smetti di scappare dalla paura essa svanisce, vivi abbandonandoti come una foglia su un fiume e tutto ciò di cui hai REALMENTE bisogno arriverà da te.

Vi abbraccio tutti.

Commenti

  • Eliana
    8 Dicembre 2011 Reply

    Quello che scrivi, caro Ivan, mi fa riflettere molto. Grazie
    un abbraccio Eliana

    • Ivan Pisani
      8 Dicembre 2011 Reply

      Sono io a ringraziarti per il semplice fatto di leggere ciò che scrivo. Mi fa piacere sapere che l’avventura che ho intrapreso, rendendo pubbliche alcune mie riflessioni, dia degli spunti a qualcuno per il suo percorso. Un abbraccio a te e a tutti coloro che mi leggono.

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